“Nella lunga storia del genere umano hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare ed a improvvisare con più efficacia”  – Charles Darwin 

Penso che niente possa riassumere meglio la situazione attuale che sta affliggendo il nostro paese e tutto il mondo in generale. Sono convinto che solo uniti potremmo uscire da questo incubo, e quando ne saremo usciti saremo sicuramente più forti e resilienti di prima (e forse anche più grati delle piccole cose che abbiamo sempre considerato come scontate).

Come 3D Factory ho passato i primi giorni di quarantena a stampare “cavolate” per passare il tempo. Dopo qualche giorno però ho iniziato a leggere i primi articoli riguardo le valvole “salvavita” che stavano testando a Brescia. Subito mi sono interessato a questo argomento ed ho contattato l’ingegnere che le ha progettate insieme ad un ex primario.

Inizialmente le valvole erano necessarie per gli ospedali di Brescia quindi logisticamente hanno dato la priorità ai Manera della provincia. Presto però anche l’ospedale della mia zona (Piario) ha deciso di testare queste maschere da sportellino adattate per permettere una respirazione migliore ai pazienti affetti da COVID-19

Ho contattato ML engraving, una ditta di Onore che sta tirando le fila con l’ospedale / protezione civile / alpini per organizzare i makers della valle. In data 28.03.2020 ho mandato in stampa le prime valvole, e il 30.03.2020 ho consegnato agli alpini i primi 15kit urgenti, insieme ad una cinquantina di mascherine in tessuto ,prodotte dalla mia ragazza @L’atelier delle idee. La produzione sta continuando senza sosta e prevedo di poter consegnare altre 45/50 valvole entro venerdì 3 Aprile.

In parallelo sto realizzando anche delle visiere che verranno donate alla Croce Rossa Alta Valle Seriana. Queste visiere serviranno come protezione aggiuntiva per gli operatori del 118 per durante i loro interventi.

In generale ho notato un forte senso di appartenenza, di supporto da parte di tutti. Noi bergamaschi siamo visti come persone chiuse, scontrose ed un pò “polentoni” come ci chiama il resto dell’Italia, ma in realtà i Bergamaschi sono stati abituati a rimboccarsi le maniche fin da piccoli cercando di uscire dai problemi con le proprie forze.

Tutti stanno facendo la loro parte; ho visto imprenditori noleggiare macchinari sanitari costosissimi all’estero per i nostri ospedali, ho visto le nonne del paese cucire decine di mascherine al giorno per chi non poteva permettersele, ho visto albergatori e ristoranti offrire vitto e alloggio a medici ed infermieri, ho visto gli Ultras della Curva Nord aiutare gli alpini a costruire l’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo…

Il coronavirus ci sta facendo del male ma allo stesso tempo ha tirato fuori la parte migliore di noi; questa è l’Italia che ci piace.

Yuri Seghezzi

redazione
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