27 gennaio: il giorno della memoria

Buonasera Pet Lovers! Spero stiate bene e al calduccio in queste gelide giornate invernali 🙂 Oggi la vostra blogger di fiducia non chè scrittrice part-time per il New York Pawimes ha deciso di spogliarsi delle vesti (Prada) di fashion blogger e proporvi una riflessione non glitterata (ma nonostante questo non meno interessante). Oggi come ben saprete è il giorno della memoria, e se non ne avete mai sentito parlare vi spiego subito di cosa si tratta. (ma sotto quale roccia di cotone misto sintetico avete vissuto finora?! 😉)

Nel 2005 l’assemblea delle Nazioni Unite scelse il 27 gennaio come Giornata della Memoria in onore delle vittime dell’Olocausto. In quello stesso giorno di 60 anni prima, nel 1945, le armate russe abbatterono i cancelli di Auschwitz, liberando i circa 7000 prigionieri ancora in vita. Durante quella che fu senza dubbio una delle pagine più nere ricche di atrocità che fu l’Olocausto perirono dopo indescrivibili condizioni di detenzione e torture circa 6 milioni di ebrei, ma anche tantissime altre categorie di persone “nemiche” del folle progetto di purezza della razza dei nazisti. Chiunque venisse ritenuto inferiore secondo lo standard ariano andava cancellato dalla storia: popolazioni slave dei territori Balcani occupati, Sinti, Rom e ogni minoranza etnica immaginabile; oppositori politici così come prigionieri di guerra, testimoni di Geova, omosessuali e portatori di handicap, oltre che chiunque intrattenesse con qualsiasi persona appartenente alle suddette categorie relazioni o fornisse loro protezione.

È fondamentale che la memoria rimanga viva e questa “brutta storia” venga raccontata alle generazioni più giovani per evitare che tutto ciò possa ripetersi in futuro, ma anche perché i fatti del passato ci aiutino a interpretare il nostro presente e ci guidino nel fare la scelta giusta. Pensate davvero che l’odio razziale e la discriminazione che gli ebrei (e non solo) hanno subito oltre settanta anni fa siano relegati al passato? Purtroppo guardandoci in torno la realtà è un’altra e forse, ad essere cambiati, sono solo i destinatari di questa intolleranza. Riflettiamo un attimo: quante volte vi è capitato di sentire le così dette “chiacchiere da bar” in cui venivano presi di mira gli “immigrati”? Un termine generico che, soprattutto secondo certe correnti pseudo-politiche di destra, identifica solitamente una persona di cui si ignora (alcune volte volutamente) la provenienza, arrivato illegalmente nel nostro paese, probabilmente dedito ad attività illecite come furti e spaccio, sicuramente parassita dello stato perché approfitta dell’assistenzialismo dei fondi europei (vi dicono niente i 35€ al giorno e il famoso smartphone che gli “immigrati” possiedono?). Pura e semplice propaganda a fini elettorali.

Vogliamo invece dare uno sguardo al razzismo sistemico nei confronti degli afroamericani e delle persone di colore denunciati dai movimenti del Black Lives Matter? Davvero crediamo che gli orrori dell’Olocausto siano da relegare a i libri di storia, ai quali spesso guardiamo con un certo distacco perché quello che ci raccontano sembra così lontano dal nostro presente da sembrare irreale, quasi come un sogno di cui ci sfuggono i contorni una volta svegli.

Purtroppo amici miei non è così: la paura del diverso, delle culture, delle tradizioni, e più in generale delle “vite” che non rispecchiano il nostro vissuto, il nostro mondo per così dire, spesso porta l’uomo ad agire come una bestia. Fidatevi, anche se fashion blogger sono pur sempre un cane, quindi so di cosa parlo! Vi svelo un segreto che spesso voi umani sembrate dimenticare: ciò che vi rende speciale non sono gli abiti di marca che sfoggiate, i palazzi e le opere architettoniche che costruite, insomma le cose materiali che create e che tramanderete nei secoli; no amici! Quello che vi rende speciale è una cosa che avete con voi fin dalla nascita: l’umanità. È innata nella vostra specie (santa polpetta, lo dice il nome stesso “genere umano”) solo che spesso voi uomini vi dimenticate di coltivarla, di innaffiarla con amore come faccio io con le mie amate peonie.

Torniamo ad esempio al tema di questo mio post: l’Olocausto. Perché una barbarie come la Shoah è potuta accadere? Perché alcuni individui (tanti, tantissimi individui) hanno dimenticato cosa significhi essere “umano” e al contempo hanno deumanizzato il diverso. Se ci dimentichiamo che Franz, che è nato e cresciuto a Berlino, sposato con Hannah, con la quale ha due bellissimi bimbi, lavora in fabbrica ed è appassionato di golf, se ci dimentichiamo che Franz è un essere umano con dei sentimenti, emozioni, affetti, passioni, e ci ricordiamo solo che Franz è ebreo, allora quello che vedremo è solo un ebreo, un altro fra i tanti. E se riduciamo una persona, con le sue mille sfaccettature a una mera categoria, a un meno numero, stiamo deumanizzando non solo un individuo, ma anche noi stessi.

Voglio lasciarvi con una poesia, basata sul sermone del pastore protestante Martin Niemöller, scritto per denunciare l’immobilismo politico e all’apatia che consentono ai regimi totalitari, nel suo caso quello tedesco, di dilagare. Ripresa dai movimenti per i diritti civili nelle proteste degli anni 60 sono attuali oggi più che mai.

Un saluto dalla vostra (niente affatto umile) servitrice July Ferragnez…Kiss!

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestar

July Ferragnez