“Quando due persone si incontrano ci sono in realtà sei persone presenti: c’è ogni uomo come egli si vede, ogni uomo come l’altro lo vede, e ogni uomo come egli è in realtà” (William James).

Il concetto di schema corporeo è molto importante nello sviluppo del bambino, ma è anche un concetto ambiguo. Col passare degli anni ha inglobato diversi significati tanto che oggi non può essere più racchiuso in un’unica definizione. Il termine schema deriva dal greco antico “σχῆμα” che designa la forma esteriore, o figura. Invece “il concetto di immagine trae origine dal termine latino “imago” (che nell’accezione latina originale indicava la maschera di cera raffigurante le sembianze degli avi nelle case romane illustri) che ha il significato di apparenza, fantasma, in opposizione alla realtà che cade sotto i nostri sensi. In modo traslato assume il significato di rappresentazione mentale di qualche cosa, che non è presente ai nostri sensi.” ( Pisaturo C., 1996). Come una medaglia ha due lati che condividono uno stesso spazio ma che sono visibilmente diversi, così lo schema corporeo e l’immagine corporea fanno parte di un concetto unico, cioè l’identità della persona, ma sono differenti: possiamo pensare allo schema corporeo come ad un disegno del corpo umano, più o meno dettagliato, e all’immagine corporea come al disegno che ognuno di noi farebbe di se stesso. Più ci sarà discordanza tra i due e maggiore sarà la percezione distorta che uno ha di sé. La massima espressione di questa discordanza è l’anoressia. Il fine della psicomotricità è quello di contribuire alla costruzione o armonizzazione dell’identità della persona, partendo dal corpo che è “la prima esperienza che si offre all’uomo” (Gentile, Lo Perfido,1964). Il corpo è il teatro della vita psichica dell’individuo, che si manifesta attraverso il movimento e l’azione: “la persona si proietta all’esterno attraverso l’organizzazione dello schema corporeo, rappresentazione psiconeurologica mentale di se stessa ed attraverso l’immagine corporea, equivalente psicologico del vissuto esperienziale” (Caliari E.). Lo schema corporeo è il concetto cardine della psicomotricità in quanto si può affermare che una persona “sta bene nella propria pelle” quando ha raggiunto l’autonomia psicomotoria, ovvero quando l’immagine corporea si innesta perfettamente sullo schema corporeo “attraverso il movimento cosciente, pensato e vissuto prima, durante e dopo l’azione; movimento usato funzionalmente
per sé e per gli altri tanto sul piano fisico che su quello psicologico e comunicativo” (Caliari E.).

”Sono lo spazio intermedio fra quello che desidero essere E quello che gli altri hanno fatto di me, o metà di questo spazio, perché anche lì c’è vita.” [Alvaro de Campos]

Ragazza davanti allo specchio (1932)
Marie-Thérèse Walter, negli anni ’30, ancora molto giovane, divenne il soggetto preferito di Picasso, che la immortalò in molte posizioni, scomponendone la figura e deformandola.
Qui lo specchio gioca un ruolo fondamentale, perché riflette un’immagine della ragazza dai colori più scuri e con un viso che sembra aver perso la propria bellezza. Probabilmente, Picasso voleva mostrare la grazia della sua donna e però, riflessa, l’immagine che lei aveva di se stessa, fatta di paura di invecchiare e di tristezza.
[N.d.R]