C’era una volta, in un piccolo paesino della Sardegna centro-occidentale di nome Milis, una ragazza di nome Mariangela, dolce e dal cuore grande come la Basilica di San Pietro. La nostra storia inizia con il lieto arrivo nell’agosto del 2014 di una cucciolata di 5 gattini, 5 come le migliori boybands che si rispettino, e ovviamente il front men del gruppo era Oscar.

Una storia come tante all’apparenza, fatta di eroi e donzelle…. ma aimè anche di nemici e dure prove. Ad appena 2 mesi dalla nascita i gattini iniziarono a mostrare problemi agli occhi, gonfiore, indolenzimento e una probabile congiuntivite, nulla che la nostra protagonista Mariangela non avesse mai affrontato con i
suoi mici durante gli anni. Sfortunatamente, il destino volle accanirsi contro l’intrepido Oscar, figlio di Apollo ma senza la palla di pelle di pollo. Per lui la diagnosi fu ben peggiore, la congiuntivite si rivelò infatti un infezione batterica difficile da debellare. In un disperato e coraggioso tentativo di preservare la vista del gattino, Mariangela e la veterinaria presero la difficile e dolorosa decisione di cucire gli occhietti di Oscar per tentare l’impossibile, salvarlo dalla ciecità….

E poi? E poi ho deciso che chi meglio dei protagonisti avrebbe potuto raccontare la loro storia? Così sono saltato e atterrato sulle 4 zampe da loro, lì a Sassari, per vedere e toccare con zampa la loro storia. Mi accoglie Mariangela con dei grattini dietro le orecchie e una ciotola di croccantini contro le palle di pelo, al suo fianco Oscar, imponente e maestoso, si finge distratto ma, dagli occhiali da sole che indossa, da come controlla le uscite e sta incollato alla mamma capisco che è la sua guardia del corpo.

Dopo una stretta di coda tra me e Oscar iniziamo l’intervista, decido di chiedere a Mariagela perché Oscar molte cose non le ricorda o era troppo piccolo:


(L)Mariangela, la cecità di Oscar è dovuta ad un virus, la clamidiosi felina giusto? Cosa hai
temuto maggiormente al sapere che sarebbe potuto rimanere cieco?


(M)La paura più grande era che non tornasse a vedere, le sue condizioni peggioravano nonostante le
cure a differenza degli altri gattini, non mangiava, dimagriva a vista d’occhio e gli occhietti erano
perennemente chiusi e coperti di pus. La sua veterinaria ha avuto l’idea, violentemente criticata da
molti, di tentare una cucitura temporanea degli occhi. Oscar era talmente piccolo e debilitato che
non abbiamo potuto nemmeno praticare l’anestesia, non sarebbe sopravvissuto. È stato uno dei
momenti più duri, ma purtroppo non c’erano altre strade, e grazie a lei Oscar ha un conservato un
85% della vista.


(L) Cosa ti ha spinto insieme a tuo marito Andrea a tenere Oscar?


(M) Credo che non sia stata una scelta quanto un’ incontro di anime, ci si incontra e ci si innamora.
Ho avuto altri gatti, anche con disabilità motorie serie, quindi so l’impegno e le cure che un gatto
con particolari esigenze richiede rispetto ad un micio sano. Onestamente non me la sono sentita di
affidare ad altri una responsabilità così importante, e che dire, Andrea mi ha aiutato tanto,
nell’accudire come nello spronare Oscar nell’affrontare paure e limitazioni. L’importante è sempre
non forzarlo alle coccole, rispettare i suoi spazi e capire le sue necessità. Credo fermamente
nell’adozione consapevole, si accoglie un gatto non un giocattolo, non si può cambiare idea e abbandonarlo all’insorgere delle prime difficoltà.


(L) Qual’è stata la maggior difficoltà che avete incontrato e il consiglio che daresti a chi dovesse
trovarsi nella tua stessa situazione?


(M) Beh sicuramente i pericoli di una qualsiasi casa, ci spaventava molto l’interesse di Oscar per il
terrazzo, abitavamo al 7° piano. Abbiamo installato una rete di sicurezza nel parapetto e l’abbiamo
abituato al nuovo spazio tramite l’impiego di guinzaglio e pettorina, divenuti estremante utili nelle
nostre escursioni in collina e sulla neve. Vedeste la sorpresa della gente nel vedere una piccola tigre
rossa al guinzaglio! Il consiglio che mi sento di dare? Fidatevi sempre di un buon veterinario, anche
se la sua decisione possa sembrarvi una pazzia, valutate le opzioni a disposizione e siate pronti a
rischiare. Una speranza, seppur minima è pur sempre una speranza, date al vostro micio la
possibilità di sfoderare le unghie e soffiare alla malattia…


(L)… e anche al veterinario quando cerca di mettervi il termometro dove non cresce l’erba gatta… non so se mi spiego.


(M) Ahahahaha ok anche quello.


(L) Ti saresti aspettata un pieno recupero dopo la rimozione dei punti?


(M) Abbiamo sempre sperato per il meglio, oggi Oscar è tornato a vedere, non perfettamente ma
vede. La sua passione è osservare la gente e il mondo dal terrazzo, come le vecchine dei paesini,
una comare di paese insomma.


Ringraziamo Mariangela e Oscar per la disponibilità, oltre che per il tè e i bocconcini di formaggio sempre ben accetti. Vi salutiamo per adesso, e ricordate fratelli gatti e amici umani: là fuori la vostra anima gemella mi sta aspettando.
Baci baffosi e alla prossima miaoooooooooooo.

Logan

Articolo di Viviana Degortes

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