Vi scrivo anche questa settimana, un po’ scombussolata dalla necessaria quarantena in cui ci troviamo nostro malgrado, per parlarvi di una meravigliosa scoperta in cui ho avuto il piacere di ingattare: in queste settimane di #iostoincuccia ho deciso di affinare il proverbiale 6° senso felino e tramutarmi in un Internauta tutto di un baffo.

Sequestrato il cellulare della mia umana (tranquilli tanto a lei non serviva) mi sono immerso anima e coda nel misterioso e magico mondo di Instagram. Dopo ore di ricerche, indagini e una bustina di crocchette al formaggio vegano, divorata fino al fondo senza alcun rimorso, sono riemerso vittorioso dalle profondità di Instagram, pari al famoso archeologo ed esploratore Indiana Cats, con una sacra reliquia dal nome di “Mumosa & Ragout”. Cari aMici miei, ho scoperto le meravigliose creazioni di una umana, che per privacy chiameremo Elisa ( no davvero si chiama Elisa, sono un gatto, non conosco né rispetto né alcuna privacy) e delle sue due bellissime Muse: Mumosa e Ragout.

Ok, vi starete chiedendo cosa ha di tanto speciale questa pagina? Primo è speciale perché lo dico io, sono gatto veggente e quindi so di cosa miagolo e secondo, le illustrazioni felinomenali di Elisa hanno come soggetti principali i gatti. “Tutto qua?” starete pensando, no questo è solo l’inizio! Ho deciso, in virtù del potere di cui mi sono auto insignito in questa Dittatura di casa mia, di intervistare Elisa e i suoi pelosetti, perciò udite udite miei soffici sudditi:

(L)Ciao Elisa, Mumosa e Ragout.Benvenuti nel mio angolo di scatola, vi andrebbe di presentarvi un poco? (E) Ciao a tutti, sono Elisa e insieme al mio compagno Marco siamo i genitori di Mumosa, Mimosa all’anagrafe ma Mummy nel mio cuore, e di Ragout. Mumosa è dolce, paziente e un po’ goffa mentre Ragout è dispettoso, vivace, super coccolone (soprattutto con il suo papà) e sempre in cerca di bacini da chiunque venga in visita o a cena.

(L) Se posso chiedere, come sono entrati Mumosa e Ragout nelle vostre vite? (E) Entrambi sono stati adottati, Mumosa quando è arrivata da noi aveva un anno e mezzo e la sua storia non era delle più felici: era stata abbandonata e forse anche maltrattata. Adesso si sente al sicuro, sa che la amiamo tantissimo e ha finalmente quella felicità che merita, Ragout invece l’ho adottato durante un viaggio di lavoro: sono partita con una valigia e un laptop e sono tornata con un gattino minuscolo, che non sarebbe sopravvissuto alla strada.

(L) Da dove nasce la tua passione per il disegno? (E) Ho sempre avuto la passione del disegno: da bambina volevo fare la disegnatrice di fumetti. E’ un piccolo sogno che porto con me da molto tempo: Mumosa e Ragout mi hanno dato lo spunto per realizzarlo.

(L) Cosa significa per te il disegno e cosa rappresentano le tue opere ? (E) Disegno perché sono felice. Disegno perché è un modo per dare al mondo un po’ di quell’amore che mi circonda. Amore per i miei gatti, per le persone, per la vita. Mi piace raccontare piccole storie, che possano essere comprese da tutti. Quello dell’amore è un linguaggio semplice, e chi ha la fortuna di avere accanto degli animali lo conosce bene.

(L) Dalle tue opere traspare un profondo amore per i tuoi gatti, come credi che il loro affetto e la loro presenza abbia influito nella tua vita quotidiana? (E) Mumosa e Ragout nella vita reale mi insegnano tanto. Ogni momento che passo con loro è prezioso. E’ incredibile quanto, senza conoscere la nostra lingua, gli animali abbiano la capacità di insegnarci le cose che contano: la famiglia, il rispetto, la calma, la tolleranza. Chi si addormenta con le fusa del proprio gatto fa solo sogni belli: è una frequenza che ripara. Quando la giornata finisce e tutti ci addormentiamo abbracciati nel “lettone”, quello è un momento che mi riempie il cuore.

(L) Qual è l’obiettivo che ti motiva al momento di realizzare le tue illustrazioni? (E) Mi piacerebbe portare anche solo un sorriso nella vita di tutti: mi piacerebbe riportare l’attenzione sulle cose davvero importanti, su quei piccoli gesti quotidiani che a volte smettiamo di vedere, perché siamo distratti da tutto il resto. Nei miei prossimi lavori mi piacerebbe raccontare qualcosa di utile, nel linguaggio semplice di Mumosa e Ragout: le storie di chi ha cambiato il mondo, un corso di yoga, le trame dei libri che mi sono piaciuti, qualunque cosa che si possa definire utile. Mi piace questa parola, utile.

(L) Cosa ti sentiresti di dire a chi crede che i gatti non siano così speciali o che non siano animali in grado di provare e dimostrare affetto? (E) Chi pensa che i gatti non siano affettuosi non ha mai avuto la fortuna di vivere con un gatto. La verità è che qualunque essere vivente restituisce amore, quando si sente amato. Un gatto, un cane, una tartaruga, un essere umano: quello che riceviamo è il riflesso di quello che diamo. Non c’è differenza in termini di specie. Siamo noi che tendiamo a creare stereotipi: forse per avere l’impressione di conoscere anche quello che non conosciamo, senza renderci conto che sono proprio questi stereotipi a limitare la nostra visione della realtà.

Bene aMici, ringraziando Elisa e la sua bellissima famiglia di questo meraviglioso messaggio d’amore vi lascio con un’ aforisma a mio avviso calzante.

Alcuni gatti sono ciechi, altri sordi come una campana. Ma non esistono gatti stupidi (Anthony Henderson Euwer)

E ricordate, in questi tempi difficili è indispensabile tendere una zampa, sia paffuta e soffice o liscia e umana, non temete amici e amiche perché dopo ogni tempesta appare l’arcobaleno…. speriamo che oltre al Lepricano con la pentola d’oro ci siano anche tante crocchette. Miaoooooooooooooo e alla prossima . Logan e Viviana

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