Buon lunedì aMici e aMice come state? È di nuovo il vostro amato sovrano Logan che vi miagola dal suo lussuoso castello di intrighi e inganni, spero voi stiate tutti bene e al sicuro. Non credete al mio sincero interessamento? Certo che sono preoccupato del vostro benessere, se vi succedesse qualcosa chi mi adorerebbe? Chi lancerebbe fiori al mio passaggio? Vedete bene che sono seriamente preoccupato per le sorti dei miei regali privilegi. Ma bando alle ciance e alla mia umana (che sia condotta ai confini del Regno e lì abbandonata) e permettetevi di introdurvi l’ospite della rubrica, che ho appena inventato, “Due crocchette con il Dottor Logan”. Oggi scopriremo il talentuoso artista dietro la firma MGF: Marco Gaucho Filippi.

Nato e cresciuto a Roma nel 1980 ha collaborato con la rivista La Rinascita della Sinistra, autore di successo, tra alcuni titoli ricordiamo “Riso avaro, un anno di vignette”, attualmente collabora con L’Espresso.it con il suo sagace blog di vignette. Vi starete chiedendo perché tra tanti autori e artisti mi sia interessato proprio ad un vignettista? Ebbene, nonostante io sia un Re poco magnanimo alle volte (spesso se chiedeste alla mia umana), sono sufficientemente lungimirante per comprendere l’importanza ed il potere della satira. Non fraintendetemi, se qualcuno si accanisse contro la mia pellicciosa gattosità sicuramente volerebbero teste che nemmeno durante la Rivoluzione Francese, tuttavia apprezzo e consumo la satira sociale e politica, solo non nei mie riguardi 😉. Come vi dicevo ho deciso di comprendere meglio questo artista dell’immagine tagliente e della parola sociale, potrei benissimo dilungarmi sulla sua biografia e sui suoi lavori ma trovereste tutte queste informazioni con una semplice ricerca sul web. No, voglio che ascoltiate la sua versione delle storia e non quella scritta su di lui per voi. Logan fai l’intellettuale post-moderno o semplicemente non sai usare un semplice motore di ricerca per farci una sintesi della bio di MGF? Un po’ e po’? Perché scegliere?!? 😊 Sono pur sempre un gatto, come pretendete che non mi distragga con questa freccetta che continua a muoversi sullo schermo ogni volta che tocco il mouse? Per Cleopatra, regina di tutti i gatti! Arrenditi marrana puntatrice degli schermi altrui…. Dicevamo? Ah sì! Permettetemi di far acciambellare il nostro ospite e pronti, partenza, fusa!

L: Ciao Marco, benvenuto nella mia cuccia…. Non badare ai peli sul cuscino…. Sai faccio la muta in questo periodo e lo stress non aiuta. Chi è Marco in generale (o nello specifico)?

MGF: Non so parlare di me in generale. Non è scortesia. Mi conosco bene, in realtà so tutto sulla mia persona… ma alla fine rischierei di perdermi e di dirti le cose meno importanti. Sono un vignettista per caso che ci sta prendendo gusto, diciamo così.

L: Wow questa risposta non me l’aspettavo davvero…. Il mistero si infittisce, come il pelo mio sottopancia… ok nuovo approccio: Se potessi descriverti in solo 5 parole quale sarebbero?

MGF: Sono una persona curiosa, attenta a ciò che accade intorno. Ho le idee chiare e penso che nella vita quotidiana bisogna necessariamente schierarsi. A volte posso apparire sarcastico, ma è il mio approccio all’esistenza. Accetto di spenderla solo se filtrata con l’ironia.

L: Qui adoriamo l’ironia, se non potessi ironizzare sull’umana che mi è capitata tra capo e coda non penso che potrei sopravvivere. Dato la tua particolare professione, e la necessità di dover spesso filtrare più piani della realtà mi chiedevo a chi ti ispirassi, cosa Voleva diventare da grande il piccolo Marco?

MGF: Per ogni fase della mia vita ho avuto un eroe da imitare o un mestiere da voler svolgere. Comunque il desiderio più grande che ancora oggi mi accompagna è quello di voler essere Maradona, almeno per un giorno.

L: Un vero Maradoniano vedo 😉 Cosa ti ha spinto a scegliere la tua professione?

MGF: In realtà io svolgo un’altra professione. Il vignettista è un passatempo che piano piano sta prendendo forma, importanza e spazio nella mia vita. Spero possa diventare presto il mio mestiere.

L: Sognare non è forse il primo passo per svegliarsi e realizzare il sogno? Ho dato uno sguardo hai tuoi lavori e non faccio fatica ad immaginare una carriera sfolgorante come vignettista nel tuo futuro. Cosa ti motiva e cosa vuol dire per te essere un vignettista?

MGF: Per come intendo io la Satira, il vignettista è una figura di cui il potere farebbe volentieri a meno. Il vignettista ha il compito di dare voce e rappresentanza a chi non ne ha. Io disegno perché, nel mio piccolo, vorrei ristabilire un po’ di giustizia sociale.

L: Come hai iniziato a lavorare per “L’Espresso” e “Metropolis”?

MGF: Mi sono semplicemente proposto. Tante mail sollecitate nel tempo. Avevo piccoli precedenti artistici, nulla più. Penso che i direttori delle due testate si siano lasciati convincere più dalle mie parole, dai miei propositi rivoluzionari che dai miei disegni.

L: Come si può esprimere in poche parole e un’immagine un intero dialogo?

MGF: E’ molto difficile. Ci vuole una grande capacità di sintesi. La parte verbale va letta e riletta, lavorata e levigata come farebbe un artigiano con il legno. Devono rimanere solo le parole essenziali. Il resto non serve, rende pesante la lettura e toglie potenza alla battuta. Comunque posso dirti che la vignetta perfetta non esiste e se esiste, non è mai quella che ti aspetti.

L: Credi che il tuo lavoro possa aiutare, mettendo sotto i riflettori problematiche sociali spesso dimenticate, a sanare le ferite della società?

MGF: Certo che sì. Questo è l’intento che mi muove, il motivo per cui insisto a disegnare. La satira fine a sè stessa è una barzelletta, non ha senso. I miei lavori devono poter uscire dal foglio e mettersi al servizio di chi ne ha bisogno.

L: Quali progetti, passati o presenti, ti hanno segnato maggiormente nel tuo percorso?

MGF: Partiamo dal presupposto che, non essendo un professionista, posso permettermi di rifiutare e di fare quello che voglio. L’ho fatto e continuerò a farlo. Credimi se ti dico che ho scartato collaborazioni importanti e blasonate a favore di progetti che lo erano molto meno. L’ho fatto perché non credevo in quel tipo di iniziativa o non sposava la mia ideologia. Detto questo, mi sono rimaste nel cuore tante cose: ricordo volentieri la vignetta alla memoria di Ciro Esposito (poi consegnata nelle mani della mamma Antonella Leardi), le due mostre che ho fatto a Napoli (a Forcella e a Sanità), l’aver acquistato con gli introiti di un mio ebook dei materiali didattici per una Onlus di Scampia, l’aver ideato il logo per un Napoli Pride, l’aver ricevuto il Premio Miniera per la Satira, l’aver disegnato vignette per le raccolte fondi di Mediterranea Saving Humans… tante cose, ma niente in confronto a quelle che vorrei ancora fare.

L: Puoi raccontarci qualcosa dei tuoi progetti futuri?

MGF: Sto studiando un modo per poter aiutare concretamente alcune associazioni dell’hinterland napoletano che lavorano con e per i bambini.
Ma non posso chiamarlo ancora progetto. E’ soltanto un’idea e nulla più.

L: Cosa inseriresti nella tua bucket list di fumettista e “combattente sociale”?

MGF: Vorrei poter continuare a portare avanti, con ancora più forza e autorevolezza, alcune battaglie in cui credo fermamente: il fascismo e il razzismo sono due nemici da abbattere. Ecco, fare qualcosa di importante l’abolizione dei decreti sicurezza sarebbe un risultato straordinario.

L: Quale rappresenterebbe per te la culminazione della tua carriera?

MGF: Non disegno per la fama. Il mio datore di lavoro è la mia coscienza. La mia carriera è all’apice ogni volta che una mia vignetta viene utilizzata per una giusta causa.

L: Cosa ti piacerebbe lasciare come lascito ai fumettisti di domani?

MGF: Ai disegnatori di domani non serviranno lasciti. Piuttosto vorrei che ricordassero MGF come un vignettista che non si è mai omologato al potere, che non si è mai nascosto dietro la matita.
Un vignettista che è sempre stato tratto e colore dei dimenticati, degli ultimi e delle minoranze.

Wow, senza dubbio questa si è rivelata una delle interviste più inaspettate e tortuose di sempre, la satira e le ragioni sociali sono senza dubbio entità incorporee, privi di padroni e dal vocabolario di difficile declinazione. Ringraziamo Marco per averci dedicato il suo prezioso tempo e gli auguriamo il meglio per il suo futuro vignettistico, a continuazione vi lasciamo i contatti social di MGF cosicché possiate subito continuare a seguire le opere e la satira tagliente del nostro artista. Anche questo lunedì ci miagoliamo qui e ci arruffiamo per la prossima settimana.

Una leccata cordiale dietro le orecchie e vi lascio il mio instagram nel caso vogliate sapere di più sul vostro sovrano preferito

Logan I

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“Dove non arriva la spada della legge, là giunge la frusta della satira.” – Alexander Sergeyevich Pushkin

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