Alzate tutti la zampa fratelli e sorelle gatti, perché non può esistere libertà senza uguaglianza

Buon lunedì aMici di questo Sovrano da voi invocato, acclamato e gattato, sono sempre io, sì se dico Sovrano a chi altro dovreste pensare se non a me? Sono Logan, il vostro personalissimo, e per nulla eletto, Dittagatto di fiducia 🙂 Permettetemi di sbrigare il prima possibile le faccende di minor rilevanza, detto ciò: come state? Tutto bene? Avete ripreso a muovervi per il mondo come anime smarrite alla ricerca di uno scopo (l’adorazione della mia persona magari) che possa dare un senso alle vostre esistenze? Sì, no, forse? Bene, next!! Lasciateci i convenevoli alle spalle, proprio lì dove mi piace attaccare il gatto del vicino, parliamo di me! Finalmente dite? Eh mi scuso per aver sprecato bene due righe nel fingere di interessarmi a voi e avervi privato del vostro soggetto prediletto: me! Che dire? Delle volte sono davvero crudele e poco empatico, farvi soffrire in tal modo :). Io sto bene, grazie per averlo chiesto con le lacrime agli occhi dalla preoccupazione, in questo periodo di ripresa e riapertura, in cui finalmente la mia umana mi ha fatto il regalo di togliersi dalle scatole e ridarmi i miei meritatissimi spazi usurpati, ho colto l’occasione per riconnettermi con la realtà e con i miei sudditi. Non potete immaginare lo sdegno che ho provato nel vedere le news alla televisione, ho dovuto tirare uno schiaffo alla mia umana per assicurami di essere sveglio e di non aver sognato.

Come sicuramente tutti ormai avete appreso l’America, come molti altre nazioni, sono insorte al grido di Black Lives Matter e I can’t breathe, in seguito all’ennesima morte di un cittadino afro-americano (non chiedetemi il perché di tale definizione dato che non l’ho mai compresa appieno nemmeno io) a causa della violenza della polizia. Non fatevi ingannare dalle facili giustificazioni avanzate da molti: sicuramente era colpevole, avrà resistito all’arresto o ancora chissà che avrà combinato. No! Non cadete in giustificazioni e pregiudizi, perché ho visto con questi occhi allungati il video drammatico della morte di George Floyd, e posso assicurarvi che quasi mi risalgono le crocchette al salmone e anatra. È stato come un pugno allo stomaco o una grattata contro pelo sul fondoschiena. E quanti prima di Floyd hanno subito lo stesso trattamento ma non hanno avuto testimoni? Quanti di loro si sono trovati senza un’ anima caritatevole che supplicasse gli agenti per la loro vita? Quanti sono state semplicemente giustificate come morti tragiche o da legittima difesa del poliziotto? Vorrei poter dire che il problema sia l’uso eccessivo della forza da parte della polizia, ma sono troppo intelligente per illudermi, come quando fingo che la bilancia segni 16 invece che 61 kg quando mi peso, che sia così semplice. No, il problema è ben più complesso e radicato di ciò, si radica e si annoda, come il fastidioso pelo del sottopancia, nel profondo delle diseguaglianze sociali dell’ America e del mondo intero. Il movimento del Black Lives Matter non è sorto dall’oggi al domani come la brina sul mio pelo nei notturni appostamenti contro quel codardo ruba crocchette del gatto del vicino, no, la rabbia e l’indignazione è frutto di secoli di soprusi, ingiustizie, assassini, discriminazioni e stupri di cui comunità nera è vittima.

Vittima è la parola chiave in questa Rivoluzione iniziata più di cento anni fa, portata avanti negli anni Sessanta dal Pastore e avvocato Martin Luther King Jr, assassinato dal fondamentalismo razzista, e dal movimento Black Panther (no, non il film della Marvel, anche se ammetto che l’ho visto 🙂 ). Il Black Panther era un movimento di liberazione dalla segregazione razziale nella America, nato a Oakland (California) nel 1966, per iniziativa di due ex-compagni di scuola, Huey P. Newton e Bobby Seale e il suo primo membro ufficiale fu il sedicenne Bobby Hutton. Questa organizzazione avrebbe ridisegnato la geografia politica dell’America e del mondo, mostrando come la comunità nera potesse unirsi e combattere per la giustizia sociale ed il riconoscimento dei diritti inalienabili dell’uomo.

Brutto affare il razzismo vero? Ma non pensate nemmeno per un secondo che anche qui in Europa o in Italia quotidianamente non si verifichino casi di razzismo, ho assistito con i miei occhi a discriminazione di miei fratelli e per cosa? Solo perché il loro pelo era nero? Perché l’ignoranza delle superstizioni li accusasse di essere portatori di sfortuna? Be’ oggi voglio unirmi al movimento del #blacklivesmatter e anche al #blackcatsmatter, un movimento minoritario dei miei fratelli mici, che da anni lottano contro la discriminazione razziale.

Onestamente non comprendo la difficoltà che voi umani dimostrate nell’accettarvi tra di voi, voglio dire, che importa se avete un colore di pelle differente o parlate una lingua diversa? Santa gatta! La mia cucciolata era composta da 4 gattini e nessuno aveva lo stesso colore! Per questo li consideravo inferiori? Certo che no!!! Adesso il fatto che io fossi il migliore non aveva nulla a che fare con il colore del pelo, la mia sfolgorante bellezza, il mio regale portamento, l’incredibile simmetria dei mie baffi e il mio desiderio di conquistare l’Universo sono stati i miei tratti distintivi ben prima che mi si aprissero gli occhi. Non prendetevela a male ma nessun gatto guarderebbe dall’alto in basso un suo fratello solo per essere di un colore differente, io per esempio mi ritengo sì di una razza superiore ma solo rispetto alla vostra! Siamo onesti adesso, tutti gli uomini sono uguali: sì, tutti sono ugualmente inferiori se comparati a noi gatti :). Concedetemi di darvi un consiglio, fate come noi gatti! Noi non solo non crediamo nella differenza dei colori ma non li percepiamo proprio! 🙂 per noi esiste solo gatto e non gatto, tutto ciò che sta nel mezzo è noia.

Bene aMici permettetemi dunque di congedarmi da voi con le sagge parole della mia compagna Penny, la gatta rosa più saggia e di buona crocchetta che io conosca:

Che importa il colore del pelo o la razza? Alla fine del sonnellino pomeridiano abbiamo tutti le stesse ciccie e pieghe sotto al pelo.” – Penny la rossa

Buon lunedì e alla prossima aMici miaooooooooo

Logan