È il 16 aprile del 1874, in una notte imbiancata dalla neve e così fredda da congelare gli uccelli in volo, nasce da una giovanissima mamma il piccolo Jack, con il cuore completamente ghiacciato. La levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il piccolo applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù e prendendolo con se’.

Jack mi ha conquistata dai primi vagiti difficoltosi ed andando avanti è stato impossibile smettere di leggere. Crescendo diventa un adolescente che non può arrabbiarsi, non può innamorarsi, deve tenere a bada tutte quelle emozioni che metterebbero in pericolo la sua vita. Ed ogni affanno, ogni  trepidazione, ogni inquietudine lascia con il fiato sospeso. Soprattutto perché ad un certo punto incontra Miss Acacia e se ne innamora pazzamente. Ma la ragazza non è facile da trovare e non è facile da tenere.

Per chi mi conosce sa che di solito non leggo questo genere letterario; eppure Jack con la sua storia fiabesca e la copertina alla Tim Burton mi ha conquistata. Personaggi ben caratterizzati, scrittura fluida ed ambientazione coinvolgente.

È un racconto dolce-amaro, sulla difficoltà di vivere le proprie emozioni ma anche sull’accettazione sia dei cambiamenti che di se stessi. Una dolcissima fiaba che mi ha incantata, ed il suo incantesimo non è finito con il terminare delle pagine, perché è rimasta la magia.