Buon lunedì aMici miei… come state? Tutto bene? Vedete anche io sono un gatto educato e a modo, la mia umana mi ha rimproverato la scorsa settimana per non essermi premunito di chiedervi educatamente come stavate. Bene l’ho chiesto…… adesso posso dirvi come sto io? Pfff meno male, non stavo più nella pelliccia dall’impazienza! Allora, vi rassicuro subito col dirvi che il vostro gatto e sovrano preferito si trova in ottima salute, ho richiesto una revisione delle sette 7 vite in mio possesso e mi rallegro di averle trovate tutte in ottime condizioni e riposte nel mio armadio. Non preoccupatevi non contavo di usarne una, ma come è comprensibile dalla mia posizione di Regnante assoluto e auto-incoronatosi ( si esattamente come il grande Napolegatto Bonacrocchetta di Francia), no non invento, bugiardi sarete voi, è pratica comune e semestrale nel mio Regno. Comunque non divaghiamo! Questa settimana ho ricevuto una chiamata interessante, non vi nascondo che per un attimo ho temuto fosse di nuovo il gatto che abita sulla testa di Trump, santo gatto quel gatto ha più problemi di… beh di un gatto sulla testa di Trump! Grazie alla Madonna di tutte le gatte non era lui, no erano due deliziosi fratelli mici, che per mantenerne l’anonimato chiameremo Minù e Mojito, bene come vi dicevo Minù e Mojito….

Immaginatevi le loro voci camuffate e i volti pixelati, uff basta lasciamo perdere! Sapete benissimo che come qualunque gatto non so tenere alcun segreto né mi interesserebbe privarmi del gusto di spettegolare come una gatta di paese. I miei due informatori si chiamano realmente Minù e Mojito, sono due bellissimi mici di Udine e non sono niente meno che i bimbi di Sara, si proprio quella Sara Driussi, la dolcissima artista di cui vi abbiamo parlato qualche settimana fa, come sono collegate le due cose vi chiederete? Beh un po’ di pazienza santa erba gatta, non siate impazienti, che basto io! Minù e Mojito mi hanno contatto proprio per l’articolo in questione, oltre che per congratularsi con me per le mie eccelse doti di scrigatto…. Si, va bene sto esagerando, ma solo un poco :), i due mici volevano aggiungere la loro versione, mi hanno chiesto di raccontarvi di un altro lato di Sara, non solo quello dell’artista, della sognatrice e dell’intraprendente avventuriera del riciclo ma quello più umano forse: il ruolo di mamma. I due insistono con l’affermare che Sara, insieme al papà Moreno, gli ha salvato la vita, li ha accolti e in cambio si è fatta adottare dai due creando una famiglia tutta nuova. La loro storia stuzzicava la mia proverbiale curiosità ed ho deciso dunque di dedicare a loro questa intervista, anche se credo che tra i due la maggior miniera di informazioni verrà da Minù, la più grande e la più espansiva tra i due, perciò detto gatto ma non mettendolo nel sacco (a meno che non sia uno da 10kg di crocchette al salmone canadese) iniziamo!

(L) Ciao Minù benvenuta, parlaci un po’ della tua mamma Sara, ti va?

(M) Ciao a tutti, beh come descriverla? La mia mamma è decisamente la mia anima gemella, ci siamo conosciute in un gattile quando avevo un anno, sai ero lì da 10 mesi oramai, la vita era triste , stavo spesso male e speravo sempre di trovare una casa tutta per me. Un giorno è entrata Sara, un vero raggio di sole! Ho capito subito che lei era la mia mamma, miagolavo e mi rotolavo costantemente per farglielo capire, sai all’epoca non parlavamo ancora la stessa lingua, ciò nonostante Sara ha capito, ha insistito per portarmi a casa anche se le avevano suggerito di adottare un gattino più piccolo e sano. Ma la mia super mamma non ha ceduto ha detto:“Che sia anche solo per mesi le darò una casa e conoscerà altro che questa gabbietta”.

(L) Una vera combattente la tua mamma vedo.

(M1) Assolutamente! Gli inizi non sono stati facili, avevo paura, pensa mi sono nascosta per un giorno e una notte sotto una panca, ma Sara ha capito le mie paure e si è accucciata in terra con me. Siamo state più di 4 ore sul pavimento a parlare, e lì è nata la magia. Lì ho capito che quella era la mia casa, la mamma si è dedicata a me anima e corpo, dopo mesi ho superato i problemi respiratori, le congiuntiviti e i vermi che avevo contratto nel gattile. Sono passati sette anni oramai da quel giorno e adesso sono io la sua guardiana, siamo la stessa anima divisa in due corpi e per questo ci capiamo.

(L) Minù anche Mojito è stato adottato come te?

(M) No Mojito è piovuto dal cielo, o per meglio dire è spuntato da un cespuglio. Una sera mi sono accorda che nel giardino del vicino c’era qualcosa di diverso, mamma ancora non se n’era resa conto, ma qualcuno aveva abbandonato un micino mal messo, aveva un’infezione agli occhi, 3 baffetti arricciati e un pianto di chi è solo al mondo. Ho vegliato su di lui per tutta la notte fin quando Sara ha capito che gatta ci covava! Povero Mojito era ridotto davvero male, non che fossi una sua grande fan all’inizio, diciamo le cose come stanno, però la mamma non poteva abbandonarlo, non è nella sua natura proprio. E così avevamo un nuovo membro, ma sapessi le disavventure che ci aspettavano!

(L) Disavventure? Mojito è un combina guai?

(M) Più che un combina guai direi un Fantozzi proprio! Mamma dice sempre “La curiosità lo caccia nei guai e la paura lo preserva”, credo proprio che abbia esaurito le 7 vite e che qualcuno lassù gliene abbia dato altre 7.

(L) Mmmm qui sento odore di pettegolezzo, racconta racconta.

(M) Beh una volta è scappato su un albero, ha scalato ben 10 metri per poi rimanere bloccato lassù. Sara e Moreno hanno dovuto chiamare i pompieri per farlo scendere, proprio come nei film! Oh un’altra volta si è chiuso nel garage del vicino… per ben due volte, ma adesso sono amici eh!

Un’altra volta ha deciso di passare nel cancello elettrico mentre si chiudeva.

(L) Santa Madre di tutti i gomitoli! Si è fatto male?

(M) Sì purtroppo, si è fratturato il bacino e rotto la coda. Un vero calvario, 40 giorni di cure, riposo forzato, collare elisabettiano e dolori, ma purtroppo non siamo riusciti a salvare la coda, sfortunatamente si è dovuto procedere con l’amputazione. Però shhhh non dirlo a nessuno, Mojito per fare colpo sulle gattine del circondario dice che l’ha persa in un duello con il Re dei corsari di Spagna. Sai io gli reggo il gioco da brava sorella 🙂

(L) La vostra mamma deve amare proprio i gatti.

(M) Lei dice sempre che era più da cani non avendo avuto gatti da piccola, una volta sposata però una gatta randagia le ha lasciato una cucciolata sulla porta. Sara ovviamente ha deciso di tenere i micetti e istituire una colonia felina, ovviamente i gatti rimanevano abbastanza selvatici ed erano liberi di andare e tornare, grazie agli aiuti del comune e delle varie associazioni i gatti venivano sterilizzati e sottoposti a controlli. Mamma dice sempre però che ha deciso in quel momento che aveva bisogno di un gatto tutto suo, un micio che legasse con lei e con cui condividere la vita, ed è qui che entro in gioco io. Per 4 anni abbiamo avuto un rapporto simbiotico, ero la sua ombra, devo ammettere che l’arrivo di Mojito ha ridimensionato il nostro legame, per il primo periodo ne ho risentito. Non capivo il perché delle tante attenzioni che la mamma dedicava a questo “scocciatore”, credevo mi avesse sostituita e per questo mi rifiutavo di stare sul divano con lei come avevo sempre fatto o di seguirla ovunque. In seguito ho capito che non mi aveva sostituito, doveva solo occuparsi del mio fratellino, Mojito era costantemente dal veterinario, e questo ha lasciato dei traumi come puoi bene capire, aveva bisogno di attenzioni costanti. Sara è la miglior mamma che potessi desiderare, appena l’ho vista quel giorno di 7 anni una voce dentro di me mi ha detto: “Eccola è lei,l’hai aspetta per intero anno ma adesso la tua mamma ti ha finalmente trovato”.

Beh aMici che dire, mi si inumidiscono le cispe a sentire questa storia bellissima d’amore, ringrazio Minù e il silenzioso Mojito per aver condiviso la loro storia con me. Vi salutiamo e ci riaggattiamo al prossimo lunedì miaoooooo

Un gatto è un leone in una giungla di piccoli cespugli”.- (Proverbio Indiano)

Logan