Buon quarto lunedì di quarantena aMici mie, come state? Quante pareti avete già graffiato nelle vostre cucce? Con quanti vicini insopportabili vi siete già soffiati e squadrati dai terrazzi? Tanti, troppi o non abbastanza? In questo mese di isolamento e, ahimè forzata convivenza con la mia umana, mi sono interrogato sui quesiti dell’universo e sulle domande senza risposta della vita, come ad esempio: era davvero da 5kg la busta delle crocchette che mi sono mangiato, come un eroico e solitario soldato sul divano, guardando la Casa di Carta? O ancora, questo collarino nuovo mi fa il sedere più grosso? Beh tra le mille riflessioni ho riguardato i vecchi album fotografici, i primi scatti, sempre impeccabili e affascinanti, di me da cucciolo. Ho riflettuto così sui difficili inizi che io e la mia compagna gatta abbiamo avuto nei primi incontri; non abbiamo subito fatto chip che credete. I nostri profili su Tindercat indicavano una possibile compatibilità del 50%, ma il resto era affidato ad un rapporto basato sulla fiducia e reciproco rispetto. Vi starete chiedendo dunque, a parte un viaggio nel viale dei ricordi e delle scatole in cui oramai non entro più, solo perché sono cresciuto in splendore eh! :), a che cosa mi ha condotto questa introspezione? Beh, ho riflettuto sulla famiglia, sulle famiglie allargatte e sui nuovi incontri e scontri.

Dream e Amir

Volevo parlarvi questa settimana della famiglia e delle nuove dinamiche che si vengono a creare quando decidiamo di lanciare nel mix un nuovo micio. Non ridete eh! Badate che non è facile proprio per il baffo, le nuove amicizie e gli affetti sono importanti sì, ma è altrettanto importante evitare la 9° stagione di Game of Throne, perché come direbbe il clan Stark: “Cat is coming”. Come prevenire baruffe, liti, omicidi ed usurpazioni di troni dunque? Per rispondervi ho deciso di contattare una bellissima famiglia di Voghera, composta da mamma, papà, le sisters Martina e Karin e i due mici fratelli-cugini Dream e Amir. I due pelosetti in questione, oltre a non provenire dalla medesima cucciolata appartengono a due differenti generazioni; Dream I di Voghera è un persiano rosso di 5 anni, occhi color dell’oro e un indole giocherellona che conquista tutti; Amir invece è una piccola tigre rossa di circa 2 anni, con gli occhi verdi e una batteria al litio per il gioco 🙂 . I nostri due amici sono rispettivamente i figli di Martina ( nel caso di Dream) e di Karin per quanto riguarda Amir, la convivenza non era stata inizialmente programmata, in quanto Karin abitava oramai fuori di casa, nonostante continui a svolgere la vita da pendolare insieme alla sorella e collega Martina. Come potrete immaginare, lasciare un gattino vivace con troppo tempo libero e troppi tetti da scalare, è la ricetta per il disastro, la soluzione migliore è stata quella di trasferire Amir dai “nonni” per la sua sicurezza. Questo oltre che essere un potenziale gomitolo della discordia è anche il punto di partenza della nuova convivenza.

Ho deciso quindi di chiedere direttamente a Martina, la mamma di Dream, come aiutarci a gestire l’inserimento di un secondo micio visto la loro esperienza.

(L) Martina, quali erano le vostre maggiori preoccupazioni nel presentare Amir a Dream?
(M) All’inizio temevano che appartenendo a due razze feline differenti i due non si sarebbero accettati, ma quanto ci sbagliavamo! Dream è un gatto molto tranquillo e all’inizio era un po’ infastidito da questo nuovo tornado che girava per casa, ancora oggi si rincorrono per casa e Dream sgrida Amir, ma sempre senza farsi male, come farebbe un fratello maggiore. Diciamo che è tutto un teatrino, perché alla fine non gli importa delle marachelle che combina Amir, si fa capire benissimo da noi che è per attirare la nostra attenzione non per far del male.

(L) Dream era geloso del nuovo arrivato?(M) All’inizio diciamo che la difficoltà era far capire a Dream, il Re di casa, che Amir era un cucciolo e che non avrebbe mai preso il suo posto. Beh in realtà Dream è il mio bambino.

(L) C’è stato un momento di particolare tensione o “baruffa” tra i due?(M) Se per baruffe intendi litigi… beh in un’occasione Dream si è attorcigliato la zampetta con un filo e si è fatto male. Un incidente ovviamente, ma da quel momento Amir ha visto l’inferno, abbiamo dovuto acquistare un “calmante” da attaccare alla presa, per diffondere feromoni calmanti per la casa, perché volavano soffiate e zampate da “cartone animato”.

(L) Qual’è il metodo migliore per sedare le risse tra due gatti?
(M) Diciamo che non occorre poi molto, la parola No deve essere ben scandita e non bisogna MAI picchiare o alzare le mani sui nostri amici. Basta un semplice: “No, non si fa” così come con qualsiasi bambino. Se usassimo la violenza per correggere un comportamento peggioreremo la situazione, perché loro risentono dell’aggressività e rischieremo di incoraggiare questo comportamento.

(L) Un consiglio pratico per inserire il nuovo gatto in casa?
(M) Potete sistemare il nuovo arrivato in una stanza con acqua, cibo e una lettiera vicino alla porta, lasciate socchiusa la porta in modo che i due mici si possano vedere, conoscere e annusare senza pericoli e gradualmente incrementate i contatti. É un momento critico lo so, ma non spaventatevi, vedrete che si vorranno bene e li troverete magari a fare la nanna nella stessa cesta. A chiunque voglia prendere un secondo gatto mi sento di dire : “Si fatelo!” io sono amante degli animali, fosse per me farei uno zoo a casa mia… ma sappiamo che non è fattibile.

Beh aMici che dire? Ringraziamo Martina e i suoi bellissimi assistenti Dream e Amir, che confermano e supervisionano l’intervista, ci salutiamo. Vi auguro una buona settimana, piena di fusa, grattini, coccole al sole e scorpacciate di crocchette al salmone e formaggio.

Avere un gatto accanto è l’unico modo tollerabile di esser soli, in due.“ – (Gianna Manzini)

Miaoooooooo Logan

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