Nella prima BauIntervista di questa serie racconteremo la storia della famiglia dietro la pagina Instagram @dieghitoandbenito composta da Valentina, una dolcissima studentessa di veterinaria che vive a Perugia insieme al suo fidanzato e collega Riccardo e due terremoti a 4 zampe: Diego e Benito, per gli amici Benni.

Le strade di Valentina, Riccardo e Diego si incrociarono tre anni fa durante un turno al pronto soccorso veterinario dell’Università di Perugia. Diego era stato portato lì la sera prima: trovato solo, senza microchip e con lesioni da arma da fuoco, probabilmente dopo un incidente di caccia.

Durante il turno Valentina sceglierà un altro paziente per non farsi coinvolgere, ma il destino farà sì che Riccardo si occupi di Diego. Il feeling fra i due maschietti porterà Valentina ad adottare questo cane in difficoltà.

Il recupero di Diego è complicato, uno occhio è irrimediabilmente compromesso e l’altro non lascia ben sperare, come ci spiega Valentina: “il primo mese abbiamo seguito una terapia specifica per provare a salvare l’occhio danneggiato, credevo fermamente che ci fossero delle probabilità, Riccardo invece aveva già intuito che non si potesse fare nulla. Purtroppo Diego, la nostra Talpetta, sarebbe diventato del tutto cieco”.

Come vi siete approcciati a Diego?

Affidandoci a dei professionisti per l’aspetto clinico e per quello comportamentale. Arrivato a casa Diego era estremamente pauroso a causa della cecità ma anche perché, essendo verosimilmente un cane da caccia, non era abituato all’ambiente cittadino e all’interazione con gli umani. I rumori forti lo terrorizzavano e la situazione non era diversa con i suoi simili. La degenza gli aveva probabilmente causato un trauma: la convivenza con cani di cui percepiva la presenza senza vederli, il ritrovarsi in un luogo sconosciuto e le sue condizioni di salute avevano creato in lui un forte stress. Nel primo periodo post adozione era ansioso, sulla difensiva se c’erano cani nelle vicinanze, o anche quando il cane in realtà non c’era: associava qualsiasi suono metallico al tintinnio delle medagliette dei cani ricoverati con lui e abbaiava preoccupato. Spesso non voleva uscire di casa, l’unico posto per lui sicuro.

Come avete risolto questa situazione?

Con tanta pazienza con il prezioso l’aiuto di un’ educatrice cinofila, nonché amica perché volontaria come noi in canile, che si è da subito resa disponibile nell’affiancarci in questo percorso. Abbiamo lavorato molto sullo sviluppo dell’olfatto per sopperire alla mancanza della vista. Utilizzando solo l’udito era molto spaventato dai rumori, l’olfatto avrebbe fornito un aiuto in più a interpretare il mondo circostante. Gli incontri settimanali e gli esercizi svolti a casa con Diego ci hanno permesso, col tempo, di raggiungere importanti traguardi. Diego ha capito che non tutti i cani sono nemici e ora noi quattro usciamo tranquillamente a passeggiare nelle campagne perugine.

Diego si percepisce come cieco?

È difficile dirlo, non vedendo si affida agli altri sensi, ma non sappiamo quanto effettivamente la cecità influenzi la sua vita. In città fa più fatica poiché la cecità amplifica le paure scaturite dal vivere un ambiente a lui sconosciuto. Non vedendo ha difficoltà ad interpretare i rumori a lui prima estranei (macchine, passanti), non capendone la provenienza né l’origine.

Benni che ruolo ha nel vostro equilibrio familiare? Vanno d’accordo?

Benni era con Riccardo prima che prendessimo Diego. È un cane “moderatore”: si fa carico dei cani con cui viene a contatto facendo da tutor, non a caso lo chiamiamo “il dottore”. Agisce con naturalezza, si adatta a tutto e a tutti. Avevamo qualche perplessità sul primo incontro tra Diego, del quale di fatto non sapevamo ancora nulla, e Benni, che però aveva tutta la nostra fiducia. Benni è un cane molto bilanciato, che rispetta gli spazi, e infatti ha saputo mettere a suo agio Diego fin da subito e, tolta qualche scaramuccia tra fratelli sul cibo nei primi mesi (Diego era voracissimo!) sono diventati da subito inseparabili, dormono insieme fin dal primo giorno! Con Diego non è troppo protettivo, a meno che non sia in pericolo..in quel caso interviene immediatamente!

Il cambiamento maggiore nella tua vita dopo Diego ?

La gioia. Diego è il mio primo cane e mi mancava proprio quella gioia pura e incondizionata che solo un cane può dare, una pace con se stessi che è difficile descrivere se no la si prova. Allo contempo un senso di inadeguatezza nei confronti di me stessa. Soprattutto all’inizio pensavo di non fare abbastanza per lui, volevo assolutamente dimostrare, a me stessa come agli altri, di poter affrontare questa sfida…ero insicura e provavo una sorta di senso di colpa, credevo che la città fosse per lui uno stress eccessivo…ma guardandomi indietro e prendendo atto di quanti progressi ha fatto Diego, mi chiedo che fine avrebbe fatto se non lo avessimo adottato io e Riccardo?

Cosa consiglieresti alla Valentina di tre anni fa che ha appena adottato Diego?

Le direi “buttati!”. Molti mi dicevano “sarà un percorso difficile, Diego necessita molte attenzioni non solo mediche…” Le persone a me vicine erano preoccupate che rimanessi delusa…Riccardo invece è stato il primo ad incoraggiarmi e sostenermi in questo percorso. Mi esorta a essere meno ansiosa con Diego, è lui che mi ha convinta a lasciarlo (gradualmente) senza guinzaglio nelle escursioni in campagna… è meraviglioso vederlo trasformarsi nella natura…è spensierato e libero da qualsiasi paura!

Siete attivissimi su Instagram, come nasce la scelta di raccontare la vita di tutti i giorni con Diego e Benni?

Su @dieghitoandbenito mostriamo il “dietro le quinte” della vita con un cane “particolare”. Abbiamo scelto di mostrare i lati negativi, parlandone con franchezza con chi ci segue, ma soprattutto i lati positivi per dare sostegno a chi ha o incontra  un cane “disabile” e, non sapendo come affrontare la cosa, umanizza il cane immedesimandosi in lui e fermandosi al “poverino!”. Usiamo l’hashtag #sonocieco per dimostrare che la disabilità nei cani non deve spaventarci. Benni è epilettico e Diego è cieco, ma entrambi vivono la loro vita al massimo e con spensieratezza. Ci piacerebbe essere, nel nostro piccolo, un punto di riferimento per quanti si trovano nella nostra stessa situazione di tre anni fa: spaesati. Le associazioni cinofile che si occupano di disabilità sono poche e quasi tutte nel nord Italia, la letteratura scientifica a riguardo è limitata e in lingua inglese. Vorremmo essere il sostegno che cercavamo quando Diego è arrivato nelle nostre vite, fornite consigli pratici ma anche un’incoraggiamento a proseguire su questa strada, un feedback per capire che stai facendo del tuo meglio e per rincuorarti nei momenti di incertezza.

Che altro dire baumici, la storia di Valentina, Riccardo, Diego e Benni ci scalda il cuore e io e July speriamo di avervi trasmesso tutto l’amore di questa adorabile ragazza per i suo pelosetti!

July e Daria

redazione
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